BIOGRAFIA

Giulia Pont trascorre l’infanzia e l’adolescenza cercando sé stessa, senza trovarsi. Poi, raggiunta la maggiore età, dichiara ai genitori: “Fatevene una ragione, io nella vita farò l’attrice”. Per mamma e papà è un brutto colpo. Si laurea in Dams Teatro (2010) e si diploma presso l'Atelier Teatro Fisico di Torino (2011) diretto da Philip Radice. Si forma con maestri quali Eugenio Allegri, Jean Meningue, Philippe Hottier, Rita Pelusio, Laura Curino, Andrè Casaca, Carlo Boso e altri. Non solo interpreta ma inizia a scrivere, perché scrivendo può giocare a trasformare gli incidenti della vita in storie divertenti e catartiche.

Nel marzo del 2012 “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina”, il primo

spettacolo di cui è autrice oltre che interprete, si classifica primo al

concorso di monologhi UNO di Firenze e nel 2013 partecipa,con grande successo di pubblico, al Torino Fringe Festival. Lo spettacolo ha fatto più di un centinaio di repliche in tutta Italia.

Giulia lavora anche in diversi spettacoli della compagnia Action Theatre in English, diretta da Rupert Raison, ed entra nel cast de "Il medico per forza" di Molière, prodotto da Mulino ad Arte.

Nell'anno 2016 torna a studiare e consegue il diploma presso il corso

di perfezionamento per attori Shakespeare School, diretto da Jurij

Ferrini e con maestri quali lo stesso Ferrini, Cristina Pezzoli, Valerio

Binasco, Marco Lorenzi, Alessandra Frabetti e altri.

Nel marzo 2018 debutta nella rassegna Il cielo su Torino del Teatro

Stabile di Torino con lo spettacolo "Effetti indesiderati anche gravi"

scritto dalla stessa Pont e da C. Trione. In scena con lei Lorenzo De

Iacovo. Sempre nel 2018 scrive "Non tutto il male viene per nuocere,

ma questo sì" di cui affida la regia a Carucci. Lo spettacolo è

attualmente in programmazione in diversi teatri d'Italia. Ancora nello

stesso anno fonda, insieme ad altri 23 colleghi, la compagnia

Crack24.

Mamma e papà, a seguito di un lungo percorso di crescita interiore,

sono finalmente sereni e approvano la scelta di vita della figlia.

Talvolta, addirittura, la seguono in tournèe e lavorano come addetti

alla comunicazione invitando agli spettacoli zii e cugini di ogni grado

e regione.

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